Il gioiello dell'appennino: Pistoia
Quando si pensa alle città d’arte in Toscana ci vengono in mente Firenze,Pisa, Lucca. E se vi dicessi che c’è una quarta, più speciale e inaspettata delle altre? Sto parlando di Pistoia, un piccolo gioiello dell’Appennino. Ingiustamente comparata e svalutata dalla vicinanza alla splendida Firenze, è una città raccolta ma che nasconde bellezze uniche nel loro genere che meritano di essere conosciute. Spesso scelta per la sua posizione strategica e per l’offerta più economica rispetto al capoluogo toscano, di seguito vi darò tutti i motivi per cui merita di essere scoperta a fondo in itinerario per un weekend a Pistoia.



Piazza del duomo: Cattedrale di San Zeno, Torre del Campanile e Battistero di San Giovanni in Corte
L’esplorazione della città di Pistoia non può che partire dal suo cuore pulsante: la Piazza del Duomo, con i suoi tre simboli ” a strisce”. Questa Piazza incarna l’essenza della città, essendo rimasta autentica e immutata nei secoli; Si inizia la visita dal Duomo, la Cattedrale di San Zeno. Di stile romanico e risalente a prima dell’anno 1000 custodisce un’importante testimonianza del culto di San Jacopo: l’altare argenteo, una delle più importanti opere di oreficeria gotica. Si prosegue con l’adiacente Battistero di San Giovanni in Corte.
Risalente a metà del XIV secolo ed edificato sui resti di un’antica chiesa longobarda è considerato una tra le massime espressioni del gotico toscano. Rivestito esternamente di marmo bianco e verde proveniente da Siena, Prato e Carrara merita una visita per la somiglianza ai suoi fratelli di Firenze, Pisa e Siena. Generalmente è possibile salire anche sul campanile per avere una vista mozzafiato sulla città e sulle montagne ma attualmente non è accessibile.
Pistoia: la piccola Santiago, le vie coi nomi più strani e le buchette del vino
La prima cosa che ho notato camminando per le vie del centro è la presenza del simbolo del cammino di Santiago: le capesante o il sole a sette raggi. Ho così scoperto del rapporto che questa città ha con questo storico pellegrinaggio e l’origine medievale del cammino legato al suo Santo Patrono, Jacopo. Nel 1145 il Vescovo Atto, desideroso di avere in città una reliquia del Santo fece arrivare direttamente da Santiago de Compostela un frammento osseo della reliquia, oggi custodita nella Cattedrale.
In poco tempo così Pistoia divenne un’importante meta di pellegrinaggio, creando quello che oggi chiameremmo… un business! Oggi il cammino di San Jacopo è un piccolo cammino di Santiago toscano, un percorso che va da Firenze a Livorno passando per Prato, Pistoia, Lucca e Pisa e si snoda tra colorate colline e borghi incantati che contribuisce a rendere Pistoia famosa in tutto il mondo.


Via...abbi pazienza!
Non ho potuto fare a meno di notare con ilarità che molte delle strade del dedalo del centro storico portino dei nomi bizzarri come Via Abbi Pazienza, vicolo Brontola, vicolo Bacchettoni o via delle Pappe! La toponomastica pistoiese da sola basterebbe a raccontare la storia della città, per questo il mio consiglio è quello di divertirvi a scovare le più fantasiose e ad essere curiosi riguardo il suo significato o la leggenda che cela. Di seguito alcune delle più note:
- Via Abbi Pazienza: Leggenda vuole che la strada debba il nome ad un omicidio per mano di un uomo che accoltellò nell’oscurità quello che credeva fosse il suo rivale, per poi rendersi conto di aver trafitto un’altra persona. Così al malcapitato disse: “Via, abbi pazienza! mi sono sbagliato”

- Vicolo Brontola: essendo particolarmente tortuoso si dice che il vento di tramontana in questa strada crei dei rumori simili a dei brontolii.
- Vicolo dei Bacchettoni: una compagnia religiosa aveva sede in una vicina chiesetta e si occupava di divulgazione della dottrina cristiana. Beh…il nome deriva dall’opinione del popolo!
- Vicolo dei fuggiti: questo particolare vicolo posto proprio dietro al Tribunale ci racconta la storia dei condannati a morte che una volta ricevuta la sentenza si avviavano scortati verso il carcere. Durante questo tragitto i più coraggiosi sapevano di avere l’opportunità di scappare; se solo fossero stati abbastanza veloci da raggiungere la fine del vicolo si sarebbero ritrovati fuori dal confine del comune e avrebbero potuto chiedere asilo presso il Vescovo, che poteva garantirgli salvezza a vita. Pare che in molti ci siano riusciti!
- Via delle Pappe: il termine “pappe” indica gli intrugli di farina di castagne che venivano somministrati come cura ai malati dello Spedale del Ceppo che si trovava proprio lì.
Sicuramente perdersi e scovarne di altre è un ottimo modo per passare il tempo a Pistoia in weekend.
Le buchette del vino non sono solo a Firenze


Pensi che le buchette del vino si trovino solo a Firenze? Errato! Dal 2019 l’Associazione Buchette del vino ha ufficialmente aperto una sezione dedicata a quelle di Pistoia. Se ne scoprono continuamente di nuove grazie al contributo dei cittadini, poiché alcune di queste si trovano in proprietà private. Suggerisco di scoprire le vie del centro durante un weekend a Pistoia attraverso questo percorso alternativo che racconta l’usanza medievale di vendere il vino da queste particolari finestrelle.
Museo dell'antico Palazzo dei Vescovi
Circondato dai simboli di Pistoia ammirabili da ogni lato delle sue finestre Il Palazzo dei Vescovi è un edificio medievale, una volta sede vescovile. Oggi è una delle sedi di Pistoia Musei: al suo interno custodisce tesori come la sagrestia di San Jacopo, nella quale avvenne il furto citato da dante nella Divina Commedia, la cappella di San Nicola con i suoi splendidi affreschi, e l’arazzo Millefiori, un arazzo fiammingo in stille millefleur unico al mondo, i cui dettagli mi hanno lasciata a bocca aperta.



Al piano interrato è stato allestito un percorso archeologico con testimonianze e reperti risalenti alle fasi romane e altoromane delle fondamenta. Altre sale sono dedicate alle pitture murali di Giovanni Boldini ed è presente una collezione di quadri del seicento fiorentino di Piero ed Elena Bigongiari. Tutto molto interessante e suggestivo, vale la pena visitarlo in un weekend a Pistoia!
Palazzo Pretorio
Mai mi sarei immaginata che il tribunale di Pistoia si trovasse nella sede originaria dentro questo splendido Palazzo dal cortile completamente affrescato! Risalente al 1367 nella corte interna si svolgevano i processi pubblici, come testimoniato dagli scranni in pietra dove risiedevano i magistrati. E’ possibile visitare quindi l’atrio dal lunedì al venerdì dalle 07:30 alle 19:30. il sabato dalle 07:30 alle 16:30.



Il confetto è nato a Pistoia
Tutti conoscono la tradizione del confetto di Sulmona in Abruzzo, saresti sorpreso di sapere che l’antenato del confetto liscio conosciuto oggi sono gli “anici confecti”, la cui prima testimonianza risale al 1324 proprio a Pistoia. Filippo Tedici commissionò un confetto che “tenea veleno” da destinare alla sua prima moglie in modo da sposare Dialta, la figlia di Castruccio Castracani , Signore di Lucca, consegnando in tal modo la città. Il confetto a riccio o anche chiamato dai pistoiesi “birignoccoluto”contiene anice o coriandolo, ricorperto da zucchero sciolto.



Storicamente servito per festeggiare Santo Patrono Jacopo, oggi viene commissionato da ogni dove per celebrare battesimi e matrimoni. Sembrerebbe che la parola coriandoli derivi proprio dalla tradizione di gettare confetti dalla finestra al passaggio del Vescovo. Curioso, vero?
Confettificio Bruno Corsini
L’attività più longeva che porta avanti questa tradizione è il confettificio Bruno Corsini, che dal 1908 tramanda di generazione in generazione l’arte e la pazienza che permettono di creare questo squisito dolcetto. Vale la pena varcare la soglia di questo negozio durante un weekend a Pistoia per lasciarsi trasportare dall’odore e dal sapore di questi confetti unici, dai più tradizionali ai più fantasiosi.
Museo dello Spedale del Ceppo
Pistoia può vantare uno degli ospedali più antichi della Toscana, perfino più antico dell’Ospedale Di Santa Maria Nuova di Firenze. Secondo la tradizione infatti, nel 1277 i coniugi Antimo e Bandinella videro germogliare un ceppo ormai secco e interpretarono questo fenomeno come il segno del luogo dove fondare un ospedale per i poveri nei pressi del torrente Brana, che allora scorreva lungo le mura cittadine. Il primo elemento che colpisce è il fregio posto sul loggiato decorato con medaglioni in terracotta invetriata policroma provenienti dalla bottega dei Della Robbia, un vero capolavoro rinascimentale risalente al XVI secolo.



Il bisturi
All’interno delle sale dell’ospedale, in uso fino al 2013, è stato allestito un museo con una sezione dedicata al fregio robbiano e una dedicata alla storia della sanità pistoiese, attraverso una collezione storica di attrezzi chirurgici di ogni genere. Una curiosità che non in molti sanno infatti è che il bisturi, l’affilato coltello chirurgico, è stato inventato a Pistoia; questo strumento da taglio per uso medico era infatti chiamato pistorienses gladii.
Teatro anatomico
Un altro incredibile tesoro custodito in questa sede è il minuscolo teatrino anatomico settecentesco, testimonianza della scuola medico-chirurgica attiva a partire dal XVII. In questo piccolo spazio con al centro il tipico tavolo di marmo con lo scolatoio potevano sedere 8-10 studenti intenti ad ascoltare la lezione del docente; secondo alcuni è il più piccolo del mondo! Le pareti ed il soffitto sono completamente affrescati con fregi dai toni delicati che mi hanno colpita per la loro sobrietà ed eleganza.



Pistoia Sotterranea
Non avevo idea che proprio sotto lo Spedale del Ceppo, da cui si ha accesso, esistesse un percorso sotterraneo attraverso i secoli che narra le diverse funzioni che ha avuto. Pistoia sotterranea è quindi il percorso ipogeo più lungo della Toscana con i suoi 900 metri e uno dei pochi in Italia, come per esempio Napoli e Orvieto. Il percorso si snoda attraverso il corso del torrente Brana, adattato all’ampliamento della cinta muraria all’inizio del XII secolo. Il suo primo utilizzo fu quindi di approvvigionamento per i primi Hospitales sorti per sopperire al crescente pellegrinaggio dovuto alla presenza della reliquia di San Jacopo. Il sito testimonia la presenza di varie attività come mulini, ferriere, lavatoi e persino un frantoio!






La parte più interessante si raggiunge proprio sotto le volte delle stanze dello Spedale da cui si possono osservare i “butti”, delle aperture da cui venivano buttate le ceramiche ospedaliere provienienti dalle botteghe di Montelupo utilizzate dai pazienti: per questioni igieniche e per tentare di combattere la peste nera si tentava di limitare il contagio in questo modo. Oggi, dopo un lavoro di bonifica, queste ceramiche sono state ritrovate e sono esposte, fornendoci una preziosa testimonianza di come avveniva la cura e l’ospedalizzazione allora. La visita è guidata e posso garantire che l’accompagnatore è così bravo da non annoiare durante tutta la durata, sono sicura che non vi deluderà e anzi sarà una di quelle attività che vi rimarrà più impressa durante il vostro weekend a Pistoia.
Le Chiese della città
Alcune delle Chiese di Pistoia sono tra le più belle e particolari che abbia mai visto, e la loro storia non è da meno. Pistoia vanta un’illustre tradizione organaria, alcuni di questi esemplari sono conservati dentro le chiese che vado ad elencare.
- Pieve di S. Andrea: l’architrave della facciata rappresenta il viaggio dei tre magi, e al suo interno nasconde il bellissimo Pulpito di Giovanni Pisano con impressionati rilievi in marmo, colonne in porfido e l’organo a canne tronci opus 316, originale del 1700.
- Chiesa di S. Bartolomeo in Pantano: detta in “pantano” per il luogo paludoso dove sorgeva l’Abbazia longobarda preesistente. All’interno le colonne delle navate hanno capitelli con stili ed iconografie interessanti, notevole il pulpito di Guido da Como, con simboli allegorici. Il culto di San Bartolomeo, protettore dei bambini, è molto sentito in città e si festeggia il 24 agosto mangiando i pippi, i tipici biscotti di frolla.
- Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola: dalla facciata incompleta tradisce l’interno che invece abbonda di ori e decorazioni in pieno stile barocco. L’elemento che più mi ha colpita è il bellissimo organo fiammingo.
- Chiesa della Madonna del Carmine: questa chiesa non ha bisogno di spiegazioni. immagina di varcare la soglia di questo edificio del ‘700 in stile tardobarocco ed essere avvolto da una luce bianchissima tutto intorno. Wow.






Arte moderna
Per gli appassionati di arte moderna suggerisco la visita a Palazzo Fabbroni, sede del Museo del Novecento e del contemporaneo e l’ex convento del Tau, che oltre a custodire un ciclo d’affreschi del ‘300 ospita alcune delle opere dello sculture Marino Marini.
Museo Rospigliosi
Collocato al piano nobile del Palazzo, oltre ad un’importante quadreria del XVI e XVII secolo conserva l’arredo dell‘appartamento papale allestito in occasione della visita di Papa Clemente IX. Al piano terra invece è ubicato il Museo del ricamo, con manufatti come biancheria per la casa e corredo e paramenti ecclesiastici dal XVII al XX secolo.



Museo Civico d'arte antica
Ospitato nel Palazzo Comunale espone l’intera storia artistica di Pistoia dal XIII al XX secolo. Essendo la prima e maggiore istituzione museale in città credo sia imperdibile durante l’esplorazione di Pistoia in un weekend.
Fortezza di Santa Barbara
Di stampo tipicamente Mediceo fu edificata per volere di Cosimo I de’ Medici su una costruzione preesistente risalente al ‘300. Attualmente al suo interno si tengono rievocazioni medievali, concerti e spettacoli. Vale la pena visitarla anche solo per il suo ampio e curato parco dove rilassarsi e passeggiare durante la bella stazione, tappa obbligatoria durante il weekend a Pistoia.



Dove dormire in un weekend a Pistoia
Come detto prima grazie alla sua posizione Pistoia è la base ideale per poter esplorare le città vicine in un weekend a prezzi inferiori rispetto al capoluogo toscano, senza rinunciare ad un turismo ricercato e di nicchia. Ecco perché suggerisco di alloggiare in strutture come Palazzo 42, un boutique hotel dotato di tutti i comfort a due passi dalla stazione e da Piazza del Duomo.
Dove mangiare in un weekend a Pistoia
Ho personalmente testato, e quindi consiglio, questi posti:
- La Macelleria: in Piazza della Sala, lo consiglio per l’ottima selezione di salumi e tartare, per la tipica zuppa del carcerato ( pane raffermo, molli di vitello e formaggio) e i maccheroni sull’anatra.
- Bibendum: proprio di fronte a palazzo 42 si trova questo wine bar in un palazzo storico che consiglio sopratutto per l’atmosfera e gli ottimi vini.
- Incipit: per un’esperienza davvero di alto livello suggerisco questo locale per palati raffinati, un percorso degustativo attraverso sapori innovativi creato da due giovani ragazzi.






Sono certa di avervi fatto scoprire qualcosa che non sapevate di questa piccola splendida città. Spero di avervi dato uno spunto per scoprire questo gioiellino nascosto attraverso la sua storia travagliata, curiosità e leggende, oltre che arti uniche.
Buona scoperta,
Elena




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