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I borghi del tufo

Maremma

La maremma è una regione della Toscana meridionale che si estende fino al Lazio settentrionale. E’ tra i territori più apprezzati di tutta la regione grazie ai suoi luoghi ricchi di storia e alle sue varietà paesaggistiche fatte di località costiere e paesaggi collinari, costellati da piccoli e graziosi borghi in cui il tempo scorre lento e tranquillo ed è impossibile non rimanere affascianti dai loro scorci e dettagli.  Tra questi i più caratteristici sono i borghi del tufo: Pitigliano, Sorano e Sovana.

I borghi del tufo

Il territorio tra Pitigliano e Sorano è caratterizzato dalla presenza di rocce tufacee. Il tufo è una roccia di origine vulcanica. Dopo un’esplosione vengono rilasciati materiali che si depositano fino a cementarsi e a trasformarsi in rocce piroclastiche: i tufi. Fin dall’epoca preistorica, etrusca e medievale queste venivano tagliate per costruire vie di comunicazione e edificare necropoli, abitazioni, colombari eccetera. I  borghi del tufo sono collegati fra loro da un dedalo di vie cave, ovvero percorsi costruiti a cielo aperto nelle colline di tufo dagli etruschi. La loro funzione sembra essere stata molteplice: canali per l’acqua piovana, vie di comunicazione, passaggi contro i nemici e vie cerimoniali.

Pitigliano

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L’acquedotto mediceo all’entrata del borgo di Pitigliano

Situata su un grande sperone di tufo, a strapiombo, la città di Pitigliano affonda le sue radici al tempo degli etruschi. Il nome del borgo rimane legato per secoli alla potente famiglia toscana dei conti Aldobrandeschi fino al 1293, anno in cui Anastasia Aldobrandeschi sposò il conte Romano Orsini. Gli Orsini governarono la contea di Pitigliano fino al 1608, anno in cui essa fu unita al Granducato di Toscana, cercando di difenderla dagli attacchi senesi e fiorentini. Durante il periodo mediceo Pitigliano conobbe un periodo di declino, terminato nel 1737 con la morte di Gian Gastone ultimo discendente della famiglia fiorentina. Passata sotto il controllo dei Lorena la città andò incontro a una ripresa economica e culturale. Conosciuta anche come “Piccola Gerusalemme” per la presenza di una numerosa comunità ebraica; oggi il borgo è una delle mete turistiche più visitate della Toscana grazie alla particolarità del suo centro storico.

 

vicolo scale pitigliano borghi del tufo

Il vicolo più fotografato di Pitigliano

Come raggiungerla

Da Nord: prendere l’autostrada A1 in direzione Roma, uscire a Orvieto, SS71 in direzione di Bolsena, SS2 Cassia e SS74 in direzione di Pitigliano.

Da Sud: Prendere Grande Raccolto Anulare direzione Firenze. Arrivati a Roma, prendere l’autostrada A1 uscita Orte, seguire le indicazioni per Viterbo, poi SS74 in direzione di Pitigliano.

Cosa vedere a Pitigliano

  • Palazzo Orsini: il primo sito d’interesse in cui ci imbattiamo salendo verso il centro del borgo è questo imponente palazzo costruito come rocca per gli Aldobrandeschi ma in seguito ristrutturato ed abitato dalla famiglia Orsini. Il complesso ospita il Museo Diocesano, contenente opere d’arte che vanno dal medioevo all’età moderna, e il Museo Civico Archeologico.
fortezza orsini pitigliano

il cortile interno di Palazzo Orsini

  • Fontana delle Sette Cannelle: di fronte a Palazzo Orsini, in Piazza della Repubblica, si trova questa splendida fontana costruita a fianco dell’acquedotto Mediceo nel 1545 per volere di Gianfranco Orsini, da cui è possibile ammirare il magnifico panorama.
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la fontana delle Sette Cannelle

  • Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo: Duomo di Pitigliano, è stata costruita nel Medioevo ma ha in seguito subìto modifiche, infatti oggi la sua facciata appare in stile tardo- barocco. Gli interni in stile barocco custodiscono varie opere d’arte dal XVII al XIX secolo.
domo pitigliano

la facciata del Duomo di Pitigliano

  • Il quartiere ebraico: Comprendente il Ghetto Ebraico e la Sinagoga, si tratta di una serie di cunicoli sotterranei in cui scorreva la vita di questa comunità. Composto da diversi locali ora trasformati in un Museo, è possibile rivivere la quotidianità delle persone che ci hanno abitato, dal macello al bagno rituale, passando per la cantina e il forno delle azzime.

Dove mangiare a Pitigliano

Vi consigliamo di fermarvi all’ora di pranzo o cena alla trattoria “Locanda del Pozzo Antico”. Qui potrete assaggiare i piatti tipici della cucina maremmana e dei borghi del tufo, come Acquacotta, Pasta e Ceci, Cinghiale in Salmì. Il nostro consiglio è quello di prendere il tagliere di affettati e formaggi e i Pici al tartufo.

 

pici al tartufo pitigliano

i pici al tartufo del Pozzo Antico

Dove dormire a Pitigliano

Se siete in cerca di una sistemazione per la notte vi consigliamo la “Residenza Gregorio VII”  situata in pieno centro.

Sorano

Situato sul versante ovest del gruppo collinare che sale dalla valle del fiume Fiora fino ai monti Volsini, Sorano è il secondo dei borghi del tufo per importanza. Il borgo è posto su una rupe di tufo a più di 300 metri, e la sua storia legata principalmente agli Aldobrandeschi e agli Orsini. Come gli altri borghi del tufo , Sorano è interamente scavato nella roccia e ciò ha dato vita ad una serie di vie, stradine e torri.

Cosa vedere a Sorano

  • Fortezza Orsini: Costruito per volere di Niccolò IV Orsini, l’edificio si erge sull’antica rocca aldobrandesca. La struttura è formata da un mastio centrale, con la piazza d’armi, collegato tramite spalti a due bastioni. All’interno delle mura, ancora oggi è possibile ammirare i resti dell’antico ponte levatoio, oggi non più esistente. A partire dal 1996 l’imponente fortezza ospita il Museo del Medioevo e del Rinascimento al cui interno sono esposti numerosi manufatti in ceramica e costumi d’epoca.

 

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L’ingresso alla fortezza Orsini

  • Collegiata di San Nicola: Posta al centro della città questa chiesa di origini medievali conserva al suo interno opere d’arte dal Tardo Medioevo al XIX secolo. Degne di nota sono anche il ciborio e la fonte battesimale Quattrocentesca in travertino.  
  • Masso Leopoldino: Costruita in epoca medievale, questa fortificazione è situata sul lato opposto della Fortezza Orsini. Ristrutturata dai Lorena nel corso del XIX secolo deve il suo nome al Gran Duca Leopoldo. Oggi si presenta con muri altissimi a scarpa e con una torre di avvistamento. E’ possibile raggiungerlo passando attraverso la Porta dei Merli, dove sono ancora visibili i segni di un antico ponte levatoio.

 

vista sorano borghi del tufo

la vista dal Masso Leopoldino

Dove mangiare a Sorano

Vi consigliamo un locale vicino all’entrata del borgo: la “Cantina dei Sapori” . Ottimo vino e affettati e adatto soprattutto per aperitivi e pasti veloci. Possibilità di visitare la cantina gratuitamente. 

Sovana

Centro molto più piccolo rispetto ai vicini borghi del tufo (Pitigliano e Sorano), Sovana è letteralmente costituita da una piazza e da una strada ai cui lati si sviluppano le case. Estesa su una zona pianeggiante è possibile visitarla in un’oretta. Sovana ha una storia di resistenza che parte dal periodo etrusco contro i Romani. Quando alla fine la sua popolazione fu costretta ad arrendersi riuscì comunque a mantenere la sua cultura, cosa non facile se pensiamo a quanto i Romani tendessero ad invadere e distruggere tutto ciò che conquistavano. Questo borgo ha dato i natali a Ildebrando di Soana, poi conosciuto come Papa Gregorio VII.

 

piazza del pretorio sovana borghi del tufo

piazza del Pretorio a Sovana

Cosa vedere a Sovana

  • Rocca Aldobrandesca: subito all’ingresso del borgo è possibile ammirare ed esplorare i ruderi dell’antica fortificazione edificata su un sito etrusco intorno all’XI secolo.

 

rocca aldobrandesca sovana

la rocca Aldobrandesca di Sovana

  • Museo San Mamiliano: Inaugurato nel 2012, all’interno dell’antica chiesa di San Mamiliano, conserva numerosi reperti archeologici dal periodo etrusco al Rinascimento. Degno di nota è il cosiddetto “tesoretto di Sovana”, 498 monete d’oro risalenti al V secolo d.C. Sfortunatamente nell’autunno del 2019 molte monete furono rubate e il museo fu costretto ad esporre delle copie.
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore: Questa piccola chiesa romanica risalente al XII secolo si trova in Piazza del Pretorio. Nonostante il suo sobrio aspetto esterno all’interno sono conservate opere di particolare pregio storico-artistico, la più importante delle quali è un Ciborio del IX secolo.
  • Palazzo Pretorio: Databile intorno al XII secolo, insieme alla Loggia del Capitano si trova nell’omonima piazza. Sulla facciata sono collocati nove stemmi appartenenti ai capitani del popolo. Oggi ospita una sezione del polo museale di Sovana.
  • Palazzo dell’Archivio: Detto anche palazzo comunale questo particolare edificio si trova in Piazza del Pretorio. Costruito nel XII secolo, già dal Seicento iniziò ad ospitare l’archivio di Sovana. La sua particolarità è dovuta alla presenza di un campanile a vela e di un orologio sulla facciata.

 

torre orologio sovana

la torre dell’orologio

  • Cattedrale di San Pietro: Fatta costruire da Papa Gregorio VII intorno all’XI secolo, la sua struttura è rimasta quasi invariata fino ad oggi. Si tratta di una chiesa a tre navate con l’esterno in tufo e marmo bianco, mentre al suo interno sono presenti opere dal XV al XVII secolo. Nella cripta, oggi visitabile, sono conservate le spoglie di San Mamiliano.

Parco Archeologico Città del Tufo

Questo Parco Archeologico è costituito da una serie di siti distribuiti nelle zone di Sovana, Sorano e S. Quirico. La parte più importante della necropoli etrusca si trova a Sovana, ed è quella che abbiamo scelto di visitare. Attraverso percorsi immersi nella natura si possono raggiungere le tombe monumentali: tomba Pola, Ildebranda,  e la tomba del Tifone, le tombe a edicola dei Demoni Alati e della Sirena. Oltre ai sepolcri la necropoli è caratterizzata da numerose vie cave, che abbiamo già citato: Il Cavone, la via cava S. Sebastiano e quella di Poggio Prisca. Noi abbiamo percorso quella di San Sebastiano.

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Sovana tomba parco archeologico borghi del tufo
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la via cava di San Sebastiano

Superato il torrente Calesine mediante un ponte di legno si raggiunge la Chiesa di San Sebastiano e seguendo il percorso ci si imbatte nell’omonima via cava. Si snoda per un centinaio di metri lungo un sentiero ripido, stretto e tortuoso incastonato tra pareti alte 25 mt. In questa via è possibile notare maggiormente i segni di  scavo, infatti percorrendola è possibile vedere le incisioni di figure come croci, alcune che ricordano falli e vagine! Una volta raggiunto l’oratorio rupestre ( che in origine era una piccola necropoli) è possibile affacciarsi e vedere la via cava dall’alto. A causa delle sue strette pareti in alcuni punti può dare un senso di oppressione al visitatore, per questo motivo forse è da evitare per chi soffre di claustrofobia. Consigliamo l’uso di scarpe comode.

oratorio rupestre sovana parco borghi del tufo

l’oratorio rupestre

La Maremma è piena di storia e sorprese, con questo nostro roadtrip speriamo di averti ispirato per un prossimo viaggio!

 

Elena&Jacopo

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